Anziana scaraventata a terra dal vortice dell’elicottero del 118: riconosciuto un risarcimento superiore a 120.000 euro
Un elicottero impegnato in un intervento di soccorso sorvola a bassa quota alcune abitazioni.
Lo spostamento d’aria generato dalle pale investe un’anziana di 84 anni, che viene scaraventata a terra riportando gravi fratture agli arti superiori.
Dopo un lungo procedimento giudiziario, la Corte d’Appello di Venezia ha confermato la responsabilità della società proprietaria dell’elicottero, riconoscendo al figlio della donna un risarcimento complessivo superiore a 120.000 euro.
Aggiornamento: la decisione della Corte d’Appello di Venezia
La Corte d’Appello ha confermato la responsabilità della società proprietaria del velivolo,
accogliendo la ricostruzione sostenuta nell’interesse della famiglia della vittima.
Il risultato è particolarmente significativo perché la dinamica dell’incidente è stata accertata
anche in assenza di testimoni oculari diretti, attraverso una valutazione complessiva
degli elementi tecnici, documentali e medico-legali raccolti nel corso del giudizio.
La dinamica dell’incidente
Il fatto risale al 2 aprile 2019 e avvenne a Jesolo, in provincia di Venezia.
Un elicottero utilizzato per il servizio di elisoccorso era intervenuto in seguito a un incidente stradale
che aveva coinvolto un’automobile e uno scooter.
Durante le operazioni, il velivolo sorvolò a bassa quota la zona di Ca’ Fornera, posizionandosi per alcuni secondi
tra due abitazioni, a un’altezza stimata tra i cinque e i sette metri.
Proprio in quel momento, una donna di 84 anni si trovava nel cortile della propria abitazione.
Lo spostamento d’aria generato dalle pale dell’elicottero la investì con violenza, facendola cadere a terra.
Quando venne soccorsa, la donna fu trovata riversa nel cortile, circondata da erba, polvere, foglie e altri materiali
sollevati dal forte vortice d’aria.
Ai soccorritori riferì di essere stata sollevata e scaraventata a terra dallo spostamento d’aria prodotto dall’elicottero.
Le gravi conseguenze riportate dalla donna
La caduta provocò importanti lesioni, tra cui:
- frattura del polso destro;
- frattura dell’omero sinistro;
- contusioni e ulteriori conseguenze fisiche;
- una significativa perdita dell’autonomia personale;
- un peggioramento della qualità della vita nel periodo successivo all’incidente.
Prima dell’accaduto, nonostante l’età e una patologia oncologica, la donna era ancora autonoma e riusciva
a occuparsi personalmente delle normali attività quotidiane.
Dopo le fratture, invece, ebbe bisogno dell’assistenza di una badante e visse un periodo caratterizzato
da sofferenza, limitazioni e progressiva perdita dell’autonomia.
La donna morì circa dieci mesi dopo per una patologia non riconducibile, secondo quanto accertato nel giudizio,
alle lesioni causate dalla caduta.
Una causa complessa senza testimoni diretti
Uno degli aspetti più delicati del procedimento era rappresentato dal fatto che
nessuno aveva assistito direttamente al momento della caduta.
La società proprietaria del velivolo contestava la ricostruzione dell’incidente e il collegamento tra
il passaggio dell’elicottero e le lesioni riportate dalla donna.
L’assenza di un testimone oculare non ha tuttavia impedito di ricostruire in modo coerente la dinamica del fatto.
La strategia difensiva sostenuta dall’Avvocato Franco Zorzetto si è fondata sulla raccolta
e sull’analisi coordinata di diversi elementi probatori.
Gli elementi utilizzati per ricostruire l’accaduto
- i rilievi effettuati nel cortile dell’abitazione;
- la posizione nella quale la donna era stata ritrovata;
- lo stato dei luoghi immediatamente successivo all’incidente;
- la presenza di materiali e sterpaglie sollevati e riversati nell’area;
- i dati tecnici relativi al volo e alla posizione dell’elicottero;
- l’altezza alla quale il velivolo aveva sorvolato le abitazioni;
- le dichiarazioni rese dalla vittima ai soccorritori;
- le condizioni meteorologiche presenti al momento dell’accaduto;
- la documentazione sanitaria relativa alle fratture;
- la consulenza medico-legale sulla compatibilità delle lesioni con una caduta violenta.
La consulenza medico-legale ha consentito di collegare le lesioni a una caduta improvvisa e particolarmente violenta,
compatibile con l’azione di un forte spostamento d’aria.
Il punto centrale del giudizio
Non esisteva una testimonianza diretta del momento esatto della caduta, ma gli elementi raccolti,
considerati nel loro insieme, hanno permesso ai giudici di ricostruire la dinamica dell’incidente
attraverso un quadro probatorio coerente.
Il riconoscimento della responsabilità
Il Tribunale di Venezia, in primo grado, ha riconosciuto la responsabilità della società proprietaria dell’elicottero.
La vicenda è poi proseguita davanti alla Corte d’Appello di Venezia, che ha sostanzialmente confermato
l’impostazione della decisione di primo grado.
Secondo quanto riportato dalla stampa, la società convenuta non è riuscita a dimostrare di avere adottato
tutte le cautele necessarie per evitare danni alle persone durante il volo a bassa quota sopra le abitazioni.
Il Tribunale e la Corte d’Appello hanno quindi ritenuto attendibile la ricostruzione secondo cui
la caduta della donna era stata provocata dal vortice d’aria generato dalle pale dell’elicottero.
Il risarcimento superiore a 120.000 euro
La Corte d’Appello ha riconosciuto in favore del figlio della vittima una somma complessivamente superiore
a 120.000 euro, comprensiva delle spese legali.
Il risarcimento riguarda in particolare il danno non patrimoniale maturato dalla donna nel periodo compreso
tra l’incidente e il successivo decesso.
I giudici hanno pertanto distinto:
- le conseguenze direttamente riconducibili alle fratture provocate dalla caduta;
- le sofferenze e la perdita di autonomia vissute nei mesi successivi;
- il decesso, attribuito a una patologia preesistente e non collegato causalmente all’incidente.
Il diritto al risarcimento maturato dalla donna durante la propria vita è stato quindi riconosciuto al figlio
in qualità di erede.
Perché questa decisione è particolarmente significativa
Il caso affronta diversi principi importanti in materia di responsabilità civile e risarcimento del danno.
1) Il danno può essere provato anche senza testimoni oculari
L’assenza di una persona che abbia assistito direttamente al fatto non impedisce necessariamente
di ottenere il risarcimento.
La dinamica può essere ricostruita attraverso elementi documentali, tecnici, sanitari e indiziari che,
valutati complessivamente, risultino gravi, precisi e concordanti.
2) La consulenza medico-legale può essere determinante
In una causa per lesioni personali non è sufficiente documentare l’esistenza di una frattura.
È necessario verificare se il tipo di lesione, la sua gravità e le modalità con cui si è prodotta
siano compatibili con la dinamica dell’incidente descritta dalla persona danneggiata.
3) Anche un’attività di soccorso deve essere svolta adottando adeguate cautele
La finalità di emergenza del volo non elimina il dovere di prevenire, per quanto concretamente possibile,
i danni che le operazioni dell’elicottero possono provocare alle persone presenti nell’area circostante.
4) Il decesso successivo non elimina il danno già maturato
Quando una persona muore dopo l’incidente per una causa diversa, deve essere valutato il danno che ha effettivamente
subito e maturato nel periodo compreso tra l’evento lesivo e la morte.
Tale diritto può trasmettersi agli eredi, ferma restando la necessità di distinguere il danno causato dall’incidente
dalle conseguenze riconducibili ad altre patologie.
La cronologia del caso
2 aprile 2019
L’elicottero del 118 sorvola a bassa quota alcune abitazioni a Jesolo. La donna viene ritrovata a terra con gravi fratture.
Dopo l’incidente
La vittima perde progressivamente la propria autonomia e necessita dell’assistenza di una badante.
Circa dieci mesi dopo
La donna muore a causa di una patologia non collegata alle lesioni riportate nella caduta.
Primo grado
Il Tribunale di Venezia riconosce la responsabilità della società proprietaria dell’elicottero.
Secondo grado
La Corte d’Appello di Venezia conferma la responsabilità e riconosce un risarcimento complessivamente superiore a 120.000 euro.
Il valore di una ricostruzione tecnico-giuridica accurata
Questa vicenda dimostra quanto sia importante non fermarsi davanti all’assenza di una testimonianza diretta,
specialmente quando esistono elementi oggettivi che possono essere raccolti, analizzati e collegati tra loro.
La corretta gestione di una causa per lesioni gravi richiede normalmente:
- l’acquisizione completa della documentazione sanitaria;
- l’analisi tempestiva dello stato dei luoghi;
- la raccolta dei dati tecnici disponibili;
- una consulenza medico-legale adeguata;
- la ricostruzione delle conseguenze subite dalla persona nella vita quotidiana;
- una strategia processuale coerente con gli elementi probatori disponibili.
Nel caso seguito dall’Avvocato Franco Zorzetto, l’insieme di questi elementi ha consentito di ottenere
il riconoscimento della responsabilità e del diritto al risarcimento, nonostante le contestazioni della controparte
e l’assenza di testimoni oculari.
Il caso sulla stampa
La decisione della Corte d’Appello di Venezia e l’attività svolta nell’interesse della famiglia hanno ricevuto
ampia attenzione da parte della stampa locale e nazionale.

Il caso riportato dal Corriere del Veneto il 12 luglio 2026.

La vicenda raccontata da La Nuova Venezia il 12 luglio 2026.
Domande frequenti
1) È possibile ottenere un risarcimento se non ci sono testimoni diretti?
Sì. L’assenza di testimoni oculari non esclude automaticamente il diritto al risarcimento.
La dinamica può essere dimostrata attraverso documenti, rilievi, dati tecnici, dichiarazioni rese subito dopo il fatto,
consulenze medico-legali e altri elementi indiziari, purché siano complessivamente idonei a fornire una ricostruzione attendibile.
2) Chi risponde dei danni provocati da un elicottero utilizzato per l’elisoccorso?
La risposta dipende dalle circostanze concrete, dal soggetto proprietario del velivolo, dal gestore del servizio,
dalla condotta degli operatori e dagli accordi esistenti tra i diversi soggetti coinvolti.
È quindi necessario esaminare la documentazione relativa al volo, all’organizzazione del servizio e alla proprietà
o disponibilità dell’elicottero.
3) Il fatto che l’elicottero fosse impegnato in un’emergenza esclude la responsabilità?
Non automaticamente. La finalità di soccorso deve essere considerata nella valutazione del caso, ma non esclude
in assoluto la necessità di adottare cautele adeguate per evitare danni alle persone presenti nell’area.
4) Cosa accade se la persona danneggiata muore durante il processo?
Gli eredi possono subentrare nel procedimento e far valere i diritti risarcitori già maturati dalla persona
prima del decesso.
Occorre tuttavia verificare se la morte sia collegata all’incidente oppure sia stata determinata da una causa diversa,
poiché le diverse ipotesi comportano valutazioni giuridiche e medico-legali differenti.
5) Quali documenti devono essere raccolti dopo un incidente grave?
È utile conservare tutta la documentazione sanitaria, le fotografie del luogo, i nominativi dei soccorritori
e degli eventuali testimoni, le comunicazioni ricevute, le spese sostenute e ogni documento che possa dimostrare
come l’incidente abbia modificato la vita quotidiana della persona.
Hai subito gravi lesioni in circostanze simili?
Nei casi complessi è importante valutare tempestivamente la documentazione e individuare tutti gli elementi
utili per ricostruire l’accaduto e determinare le responsabilità.
Lo Studio Legale dell’Avvocato Franco Zorzetto assiste le persone danneggiate e le loro famiglie
nella valutazione di casi di lesioni gravi, responsabilità civile e richieste di risarcimento.
Ogni vicenda deve essere esaminata singolarmente sulla base dei fatti, della documentazione disponibile
e delle risultanze medico-legali.
Contatta lo Studio per richiedere una valutazione del tuo caso.
Il contenuto di questa pagina ha carattere informativo. Il risultato ottenuto nel caso descritto
non garantisce il conseguimento del medesimo risultato in vicende differenti, che devono essere valutate
sulla base delle specifiche circostanze e delle prove disponibili.